Glossario
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A
acuto A breve termine, in relazione alla durata dell’esposizione o all’effetto.
adattamento Processo tramite il quale un organismo stabilizza le sue condizioni fisiologiche in risposta alle mutate condizioni ambientali.
aerosol Particolati solidi o liquidi, più grandi di una molecola ma piccoli abbastanza da poter rimanere sospesi nell’atmosfera. Le sorgenti naturali comprendono le particelle saline che provengono dallo spray marino, le particelle di polvere e di terreno che si liberano dalla disgregazione delle rocce. Gli aerosol si possono anche originare come risultato delle attività dell’uomo e sono spesso considerati degli inquinanti. Gli aerosol sono importanti nell’atmosfera perché fungono da nuclei di condensazione per le goccioline d’acqua e per i cristalli di ghiaccio, perché partecipano a numerosi cicli chimici e perché assorbono e deviano la radiazione solare, influenzando così l’azione delle radiazioni solari sul sistema climatico terrestre. Vedi anche clima, particolato e aerosol solfati. Viene definito aerosol anche un prodotto basato su di un gas pressurizzato utilizzato per espellere delle sostanze al di fuori di un contenitore. I prodotti commerciali definiti aerosol in base alle direttive europee non utilizzano sostanze che possono danneggiare la fascia d’ozono (ozone depleting substances, ODS).
agente Sostanza chimica, biologica, fisica che può avere degli effetti sulla salute.
agente biologico Virus, batterio o altro microrganismo che può essere causa di infezione.
agente fisico Agente come il rumore, le vibrazioni, il microclima, le radiazioni, il calore, ecc.
allergene Antigene in grado di produrre immediata ipersensibilità.
allergia Reazione di ipersensibilità dell’organismo su base immunitaria verso varie sostanze.
alveoli Nei polmoni, piccoli sacchi aerei dove ha luogo lo scambio di ossigeno e anidride carbonica fra l’atmosfera e il sangue.
ambiente Tutte le condizioni esterne correlate ad un organismo o ad un sistema nel corso della sua esistenza.
antropico Ambiente o paesaggio colonizzato dall’uomo e alterato dallo stesso.
aria Miscuglio di vari gas e, in misura minore, vapori, polveri, microrganismi e residui biologici. Se non si considerano il vapor d'acqua, il biossido di carbonio, l'ozono, l'ammoniaca, le eventuali polveri e i microbi che per diverse ragioni possono essere presenti in quantità variabili, l’aria presenta la stessa composizione in regioni e altitudini diverse. La composizione volumetrica dell’aria pura è: 20,95% di ossigeno; 78,09% di azoto; 0,93% di argo; il rimanente è dato da molti altri gas presenti in quantità notevolmente inferiori.
asma Malattia respiratoria cronica caratterizzata da bronco-costrizione, eccessiva secrezione mucosa ed edema degli alveoli polmonari e che provoca una difficile espirazione, un respiro affannoso (spesso sibilante) e tosse.
atmosfera La miscela di gas che avvolge la Terra. L’atmosfera terrestre contiene circa il 78% di azoto molecolare, il 20,9% di ossigeno, lo 0,93% di argon, lo 0,036% di anidride carbonica e altri gas in tracce. L’atmosfera può essere suddivisa in una serie di strati sovrapposti sulla base della sua composizione o dei moti, generalmente determinati dalla temperatura. La fascia più vicina alla Terra è la Troposfera che raggiunge un’altezza di circa 8 km nelle regioni polari e 15 km a livello dell’Equatore. La Stratosfera, che raggiunge un’altezza di circa 50 km sovrasta la troposfera. La Mesosfera si estende dai 50 agli 80-90 km di altezza. Sopra di essa è presente la Termosfera (che comprende la Ionosfera). Al di sopra dei 400 km di altezza si estende la Esosfera che gradualmente si dirada fino allo spazio esterno. Lo scambio di gas fra i vari strati atmosferici è relativamente ridotto.
B
batteri Organismi unicellulari procarioti. Molti agiscono da decompositori degradando la materia organica e liberando composti che possono essere utilizzati da altri organismi. Vanno ricordati i batteri nitrificanti, che trasformano l’ammoniaca in nitrito e questo in nitrato; i batteri denitrificanti, che riducono l’ammoniaca ad azoto elementare; i batteri solforiducenti ed i solfossidanti, che possono trasformare rispettivamente i composti solforati in acido solfidrico e in acido solforico; i batteri ferrici, che trasformano i composti di ferro disciolti in idrossido ferrico.
benzene Le emissioni di benzene derivano principalmente dall’uso della benzina nei trasporti, sia come prodotto di combustione sia di evaporazione, in secondo luogo da alcuni processi produttivi e dai sistemi di stoccaggio e distribuzione dei carburanti (stazioni di servizio, depositi). Per quello che riguarda i trasporti su strada, la maggior parte di questo inquinante (circa il 95%) ha origine dallo scarico dei veicoli, dove il benzene è presente sia come incombusto, sia come prodotto di “riarrangiamento” di idrocarburi aromatici presenti nella benzina. Una parte (5%) deriva invece dalle emissioni evaporative dal serbatoio e dal carburatore anche durante la sosta. L’alto indice di motorizzazione dei centri urbani e la accertata cancerogenicità fa del benzene uno dei più importanti inquinanti nelle aree metropolitane.
bioaccumulazione Progressivo aumento nell’ammontare di una sostanza in un organismo o in una parte dello stesso per il fatto che la velocità di assunzione supera la capacità dell’organismo di rimuovere la sostanza dal corpo.
bioaerosol Particelle aerodisperse composte da organismi viventi o loro derivati. Comprendono microrganismi e loro frammenti, tossine e prodotti di rifiuto in forma particellare prodotti da qualsiasi specie vivente.
biodegradabile Materiale che si può dissolvere in sostanze più semplici (elementi e composti) per azione dei batteri o di altri decompositori. La carta e la maggior parte dei rifiuti organici sono biodegradabili.
biodegradazione Degradazione catalizzata di una sostanza per mezzo di enzimi (sia in vivo che in vitro).
biodiesel Carburante alternativo ai derivati dal petrolio che si ottiene utilizzando oli vegetali. Non contiene zolfo e quindi non emette anidride solforosa nella combustione ed è fortemente biodegradabile. Presenta un costo notevolmente superiore a quello dei combustibili tradizionali. In Italia viene prodotto il Diesel-bi ricavato dai semi di girasole e di soia.
bioindicatori Segnali naturali che permettono di riconoscere il deteriorarsi degli equilibri naturali. L'inquinamento atmosferico può essere controllato con l'osservazione dei licheni, che funzionano in modo simile ad una spugna assorbendo sia le sostanze utili che quelle nocive.
Biomonitoraggio Consiste nel monitoraggio delle caratteristiche di un determinato ambiente attraverso parametri biologici, quali muschi o licheni; esso si basa sulle variazioni ecologiche indotte da un qualunque fattore (fisico, chimico e microbiologico) sull’ecosistema. Dette variazioni si manifestano tramite alterazioni nelle comunità degli organismi che vengono utilizzati quali indicatori.
biossido di carbonio (CO2) E’ un gas incolore, inodore e non velenoso che costituisce normalmente una porzione dell’aria ambientale. Il biossido di carbonio è anche un prodotto derivato dall’utilizzo dei combustibili fossili. Anche se non nuoce direttamente alla salute dell’uomo, è un gas serra che blocca le radiazioni infrarosse provenienti dalla terra contribuendo così al fenomeno del riscaldamento globale terrestre.
biossido di zolfo (SO2) Composto costituito da un atomo di zolfo e due atomi di ossigeno. Il biossido di zolfo emesso in atmosfera attraverso processi naturali e antropici viene spesso trasformato nel corso di una complessa serie di reazioni chimiche in aerosol solfati. Questi aerosol portano alla deposizione acida e comportano un raffreddamento della superficie terrestre.
buco dell’ozono L’ozono, un gas costituito da tre atomi di ossigeno (O3), rappresenta un vero e proprio schermo nei confronti delle pericolose radiazioni ultraviolette (raggi UV) provenienti dal sole.
A causa degli inquinanti rilasciati in atmosfera, sin dalla metà degli anni settanta la periodica diminuzione della concentrazione di ozono è diventata sempre più grande, tanto da indurre a parlare del fenomeno come buco dell’ozono. La riduzione dell’effetto schermante che ne risulta comporta un conseguente aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra. Nell’uomo l’eccessiva esposizione a questi raggi è correlata ad un aumento del rischio di cancro alla pelle, generato come conseguenza delle mutazioni indotte nel DNA delle cellule epiteliali.
C
campagna di monitoraggio Misure fatte in risposta ad una necessità o a un interesse per ottenere ulteriori informazioni fondamentali oltre a quello che il monitoraggio di routine/convenzionale fornisce. Esempi sono la campagna di monitoraggio durante un particolare periodo di tempo per valutare incertezze, variazioni nel comportamento delle emissioni, il contenuto chimico o l’effetto eco-tossicologico delle emissioni secondo metodi di analisi più avanzati.
campionamento Procedura utilizzata per ottenere un campione. Il piano di campionamento, il campionamento e le considerazioni analitiche devono sempre essere considerate contemporaneamente.
campione Porzione di materiale o gruppo di individui selezionato da una quantità molto più grande in modo tale che la porzione scelta sia rappresentativa dell’insieme.
campo di misura di uno strumento Intervallo tra la concentrazione minima e massima che un analizzatore è in grado di misurare senza soluzione di continuità.
cancro Proliferazione incontrollata di cellule anormali, in grado di diffondersi in organi e tessuti, che risulta letale se non curata.
cancerogeno Agente di natura chimica, fisica o biologica in grado di innescare il processo di cancerogenesi e condurre così alla trasformazione della cellula normale in cellula tumorale. I cancerogeni possono essere separati in due categorie generali: composti che agiscono a livello dei geni (genotossici) e composti dove non è stata trovata evidenza di reattività diretta con DNA (epigenetici), ma provocano diversi effetti biologici che possono essere alla base della loro cancerogenicità. Un agente viene definito cancerogeno sulla base di evidenze scientifiche derivanti da sperimentazioni su animali o da osservazioni epidemiologiche sull’uomo. Tra i principali agenti chimici cancerogeni sono compresi il fumo di tabacco, che si ritiene il principale agente cancerogeno presente nell’ambiente, l’alcool, quelli in relazione all’ambiente di lavoro, ma anche la dieta ed abitudini dietetiche possono favorire l’insorgenza di tumori, così come alcuni farmaci. Tra i fattori di natura fisica sono noti gli effetti cancerogeni di esposizione a radiazioni ionizzanti e a quelle elettromagnetiche, mentre tra i fattori biologici alcuni virus sono implicati nell’insorgenza di tumori.
clima Il complesso delle condizioni atmosferiche medie nella loro abituale successione al di sopra di una regione, di solito considerato in un lasso di circa 30 anni. Il clima non è il tempo meteorologico (che definisce lo stato atmosferico in un breve lasso di tempo). Gli elementi climatici comprendono le precipitazioni, la temperatura, l’umidità, il soleggiamento, la velocità del vento e fenomeni come la nebbia, i temporali, la brina, ecc.
contaminante Impurità presente in un mezzo o in una sostanza.
contaminazione Effetto provocato da un agente esterno (contaminante) scaricato in un sistema recettore (acqua, aria, suolo).
COV (composti organici volatili) Tutte le sostanze organiche di origine naturale o antropica che si trovano nell’aria allo stato di vapore o di gas. Provengono da attività e processi industriali, da riscaldamento domestico e industriale e dall'evaporazione del carburante. Esempi di COV sono i terpeni vegetali (il profumo dei fiori), il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) che sfugge da una bombola, gli incombusti nei gas di scarico dei motori, i vapori di benzina che si sviluppano dagli sfiati dei serbatoi, i solventi organici. Oltre ad essere in qualche caso pericolosi (ad esempio formaldeide, benzene, ecc.) concorrono alla produzione dello smog fotochimico attraverso una complessa cinetica che coinvolge gli ossidi di azoto e porta alla formazione di perossidi organici molto aggressivi e di ozono.
D
dato elementare Dato istantaneo campionato con opportuna frequenza oppure valore medio dei dati istantanei calcolato in un prefissato intervallo di tempo (tipicamente un minuto).
dato istantaneo Dato relativo al segnale elettrico acquisibile in modo continuo da un analizzatore o da altro strumento di misura.
dato medio orario valori delle medie aritmetiche calcolate sulla base dei dati elementari acquisiti in un’ora.
densità Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua pura a 4°C.
discarica Terreno adibito a deposito di rifiuti in cui ogni giorno questi sono generalmente distribuiti in strati sottili, compattati e poi ricoperti con uno strato di terreno fresco.
E
ecologia Scienza che studia i rapporti intercorrenti tra organismi o gruppi di organismi ed il loro ambiente e, quindi, le possibilità reciproche di esistenza.
ecosistema Sistema complesso costituito da piante, animali, funghi e microrganismi, dall’ambiente in cui vivono e dalle loro mutue interazioni. Gli ecosistemi non hanno confini ben definiti. A seconda del tipo di analisi da effettuare si possono considerare ecosistemi un singolo lago, un bacino acquifero, un’intera regione, ecc.
ecotossicologia Studio degli effetti tossici degli agenti chimici e fisici in tutti gli organismi viventi, in modo particolare nelle popolazioni e comunità all’interno di ecosistemi definiti.
effetto acuto Effetto di breve durata che si manifesta rapidamente (di solito nelle prime 24 ore o fino a 14 giorni) in seguito ad una singola dose o ad una breve esposizione ad una sostanza o radiazione.
effetto cronico Conseguenza che si sviluppa lentamente e che ha un decorso a lungo termine (spesso, ma non sempre, irreversibile).
effetto cumulativo Il complesso degli effetti negativi che si manifestano aggravandosi di pari passo all’aumentare delle dosi assunte di una sostanza pericolosa o di una radiazione.
effetto locale Variazione circoscritta che si verifica nel punto di contatto tra l’organismo e la sostanza tossica.
effetto ritardato Conseguenza che si manifesta dopo un periodo di latenza dalla fine dell’esposizione ad una sostanza tossica o ad un altro fattore ambientale nocivo.
effetto serra questo processo consiste nel riscaldamento del pianeta per effetto dell’azione dei cosiddetti gas serra, composti presenti nell’aria a concentrazioni relativamente basse (anidride carbonica, vapor acqueo, metano, …). I gas serra permettono alle radiazioni di passare attraverso l’atmosfera mentre ostacolano il passaggio verso lo spazio di parte delle radiazioni infrarosse provenienti dalla superficie della Terra e dalla bassa atmosfera (il calore riemesso); in pratica si comportano come i vetri di una serra e favoriscono la regolazione e il mantenimento della temperatura terrestre ai valori odierni. E’ un processo naturale, ora destinato a cambiare poiché le attività umane stanno alterando la composizione chimica dell’atmosfera.
emissione Il rilascio di una sostanza in atmosfera.
F
fattore di emissione La quantità di sostanza inquinante emessa riferita al processo produttivo considerato nella sua globalità e nelle sue fasi tecnologiche; si esprime in termine di massa inquinante emessa, rapportata alla massa di prodotto o materia prima impiegata, o comunque ad altri parametri idonei a rappresentare il settore produttivo in esame.
fattore di impatto ambientale Fattore materiale (prodotti, residui, etc.) e immateriale (energia, agenti fisici quale rumore e vibrazioni o altro) che può causare, per la sua quantità e qualità, effetti sull’ambiente.
fattore di rischio Tutto ciò che può produrre danno per la salute. I fattori di rischio presenti possono essere di vario tipo, alcuni misurabili con strumenti (rumore, inquinanti chimici, polveri, ecc.); altri individuabili per mezzo della "osservazione" e della discussione tra i lavoratori stessi e con i tecnici della prevenzione (cattiva organizzazione del lavoro, fatica fisica, ritmi di lavoro, ecc.).
feedback Un meccanismo che connette un sistema ad un altro. Questa connessione può essere sia amplificante (feedback positivo) che limitante (feedback negativo).
fitorimedio è una disciplina che si occupa dell'uso delle piante per bonificare l'ambiente. Comprende la rimozione sia di inquinanti organici (es. pesticidi) che di metalli pesanti. Nel caso di inquinanti organici si utilizzano piante in grado di tollerarli, assorbirli, metabolizzarli e renderli meno tossici. I metalli pesanti non sono biodegradabili quindi le piante possono eliminarli assorbendoli dal terreno e dalle acque contaminate. Il fitorimedio è applicabile per la bonifica di aree industriali dismesse, la rivegetazione di cave, discariche, siti dove siano avvenuti episodi di inquinamento acuto (es. fuoriuscita di solventi da autobotti), aree golenali inquinate.
G
gas Sostanza aeriforme che non può condensare per semplice abbassamento della temperatura alla pressione atmosferica.
gas naturale Gas che si trova nel sottosuolo e si sviluppa spontaneamente, ma più spesso in seguito a trivellazioni. I giacimenti sotterranei di gas sono costituiti per il 50-90% da metano e da minori quantità di idrocarburi gassosi più pesanti come il propano (C3H8) e il butano (C4H10).
gas serra Ogni gas che assorbe la radiazione infrarossa nell’atmosfera. Fra i gas serra vi sono il vapor d’acqua, l’anidride carbonica, il metano, l’ossido nitroso, i fluorocarburi alogenati, l’ozono, i perfluorocarburi e gli idrofluorocarburi.
I
immissione Emissione che determina un inquinamento atmosferico all’esterno del perimetro industriale.
impatto ambientale L’insieme delle modifiche apportate all'ambiente da un processo, un’attività o un’opera dell’uomo. Comprende le emissioni gassose, i reflui, i rifiuti solidi e i consumi di acqua, di energia e di materie prime.
impianto Insieme delle linee produttive finalizzate ad una specifica produzione; le linee produttive possono comprendere a loro volta più punti di emissione derivanti da una o più apparecchiature e/o da operazioni funzionali al ciclo produttivo.
incenerimento (dei rifiuti) Essicazione e combustione dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume e di trasformare o di abbattere eventuali sostanze tossiche presenti. I materiali vengono trasformati in sostanze inerti, come ceneri e scorie, ed in gas, che necessitano di particolari trattamenti di depurazione, per evitare qualsiasi tipo di inquinamento. L'incenerimento può permettere inoltre il recupero del calore generatosi per la produzione di vapore acqueo ed energia elettrica. Le ceneri possono anche essere utilizzate come materiali inerti da costruzione.
indicatore Parametro che permette di avere una sintetica rappresentazione di un fenomeno complesso. I livelli misurati delle diverse sostanze chimiche sono a tutti gli effetti indicatori della qualità dell'ambiente. Aggregando in maniera opportuna gli indicatori corrispondenti ai singoli aspetti di un fenomeno ambientale si possono ottenere i cosiddetti "indici".
inquinamento Un cambiamento nelle caratteristiche fisiche, chimiche o biologiche dell’aria, dell’acqua o del suolo e che può avere un effetto nocivo accidentale sulla salute o sulle attività umane. Lo stesso termine per estensione viene anche utilizzato quando gli effetti nocivi si ripercuotono sulle altre forme di vita o sui materiali.
inquinamento acustico ha raggiunto, soprattutto nelle aree urbane e in quelle industriali, livelli tali da costituire un rischio concreto per la salute e il benessere dei cittadini. L'attuale normativa impone l'elaborazione e la realizzazione di piani di risanamento acustico e fissa i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.
inquinamento indoor Inquinamento atmosferico in ambienti confinati civili o industriali. L'analisi dell'aria presente in un ambiente interno permette di individuare un gran numero di sostanze inquinanti; alcune sono prodotte dal metabolismo umano, altre in seguito all'utilizzo di apparecchi di combustione. L'inquinamento può anche essere generato dagli arredi costituiti da truciolato compresso e dall'impiego di detergenti, vernici, colle e diluenti.
inquinanti aeriformi Una o più sostanze chimiche presenti nell’aria ad una concentrazione sufficiente da arrecare un possibile danno alla salute umana, agli animali, alla vegetazione o ai materiali.
IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) Idrocarburi aromatici con più anelli benzenici. Alcuni IPA sono classificati cancerogeni per l’uomo.
L
lichene Associazione simbiontica di un fungo con un'alga. Può essere utilizzato come indicatore biologico per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico.
linee guida per il contenimento delle emissioni Criteri in linea con l'evoluzione tecnica messi a punto relativamente a settori industriali contenenti indicazioni su: a) cicli tecnologici; b) migliore tecnologia disponibile relativamente ai sistemi del contenimento delle emissioni; c) fattori di emissione con e senza l'applicazione della migliore tecnologia disponibile per il contenimento delle emissioni. Sulla base di questi criteri sono individuati i valori minimi e massimi di emissione.
livello emissivo Quantità di sostanze contenute nell’emissione espresse come valore di massa per unità di volume o di massa nell’unità di tempo rilevata sperimentalmente nella emissione, mediante strumentazione automatica o mediante prelievo di campioni e successiva analisi in laboratorio.
livello di rumore ambientale (LA) è il livello di rumore prodotto da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo e durante un determinato tempo. E' il livello che si confronta con il valore limite assoluto di immissione.
livello di rumore residuo (LR) è il livello di rumore che si rileva quando si esclude la specifica sorgente disturbante, sia essa una singola apparecchiatura o un insieme di macchinari.
livello differenziale di rumore (LD) è la differenza tra il livello di rumore ambientale (LA) e quello di rumore residuo (LR): LD = LA - LR.
livello di emissione di rumore è il livello di rumore dovuto alla sorgente specifica. E' il livello che si confronta con i limiti di emissione.
livello di esposizione ambientale Concentrazione o ammontare di una sostanza alla quale un organismo è esposto nella zona in cui vive.
M
mappe di rischio Risultato della valutazione dei rischi ambientali individuali nelle varie aree del territorio per mezzo di predeterminati "indicatori" di rischio.
marmitta catalitica Dispositivo di trattamento dei gas di scarico di un motore. In genere opera ad una temperatura di 500°-620° C e tratta fino a 3500 litri al minuto di gas di scarico. Il catalizzatore, a base di metalli come il platino e il palladio, è depositato su un supporto ceramico, che deve accoppiare l'alta area superficiale, necessaria per trattare grandi volumi di gas, con la resistenza meccanica alle vibrazioni. Ad una prima fase di ossidazione catalitica dell'ossido di carbonio e degli idrocarburi incombusti per convertirli in anidride carbonica e vapor d’acqua, segue una fase di scissione catalitica degli ossidi di azoto in ossigeno e azoto. Questo dispositivo consente una riduzione media delle emissioni degli inquinanti del 65-80%. La sua adozione ha portato a significativi miglioramenti della qualità dell’aria in ambiente urbano. Nel caso in cui la marmitta catalitica venga manomessa o venga accidentalmente inattivata (magari per l'utilizzo di una quantità anche ridottissima di benzina col piombo) allora risulta più inquinante delle comuni marmitte.
media annuale Media aritmetica dei valori medi orari validi rilevati nell’arco dell’anno.
media di 48 ore Media aritmetica dei dati orari validi rilevati nel corso di 48 ore di normale funzionamento anche non consecutivo.
media giornaliera Media aritmetica dei valori orari validi rilevati dalle ore 00:00:01 alle ore 24:00:00 (hh:mm:ss).
media mensile Media aritmetica dei valori medi orari validi rilevati nel corso del mese.
media oraria Media aritmetica dei dati elementari validi campionati nel corso dell’ora trascorsa.
metalli pesanti sono tutti gli elementi chimici metallici che hanno una densità relativamente alta e sono tossici in basse concentrazioni. Esempi di metalli pesanti includono il mercurio (Hg), il cadmio (Cd), l'arsenico (As), il cromo (Cr), il tallio (Tl) ed il piombo (Pb). I metalli pesanti sono componenti naturali della crosta terrestre. Non possono essere degradati o distrutti. In piccola misura entrano nel nostro corpo via cibo, acqua ed aria. Come elementi in tracce, alcuni metalli pesanti (per esempio rame, selenio, zinco) sono essenziali per mantenere il metabolismo del corpo umano. Tuttavia, a concentrazioni più alte possono portare ad avvelenamento. Esso potrebbe derivare, per esempio, da contaminazione dell'acqua potabile (per esempio da tubature in piombo), da alte concentrazioni nell'aria ambiente vicino alle fonti di emissione, o assunzione tramite il ciclo alimentare.
modello di emissione Tipologia della variazione dell’emissione nel tempo. Per esempio, le emissioni possono essere stabili, cicliche, con picchi massimi casuali, variabili in modo casuale, irregolari, ecc.
modello previsionale di qualità dell'aria Sistema di calcolo in grado di stimare i valori futuri di qualità dell’aria in base a vari parametri come lo stato del traffico e le condizioni meteorologiche previste.
monitoraggio ambientale Misurazione continua e ripetuta degli agenti nell’ambiente per valutare l’esposizione e i rischi per la salute facendo un raffronto con appropriati valori di riferimento basati sulla conoscenza delle possibili relazioni fra l’esposizione ambientale e gli effetti dannosi.
monitoraggio biologico Misurazione continua o ripetuta di sostanze potenzialmente tossiche o dei loro metaboliti o degli effetti biochimici nei tessuti, nei secreti, escreti, espirato oppure ogni combinazione di questi, al fine di valutare l’esposizione occupazionale o ambientale e i rischi per la salute facendo una comparazione con degli appropriati valori di riferimento basati sulla conoscenza della possibile relazione fra l’esposizione ambientale e i conseguenti effetti negativi sulla salute.
monitoraggio individuale Monitoraggio ambientale in cui viene misurata e valutata l’esposizione di un singolo soggetto a una determinata sostanza; viene normalmente condotto utilizzando un campionatore personale.
monitoraggio qualitativo Monitoraggio realizzato con l'uso di tecniche, procedure o metodi che si possono basare sull'osservazione o le facoltà umane (per es. monitoraggio dell'odore, verifiche visive, misure di confronto). I risultati del monitoraggio qualitativo possono venir espressi come misure quantitative.
monossido di carbonio La principale sorgente di CO è rappresentata dai gas di scarico dei veicoli a benzina, soprattutto funzionanti a bassi regimi, come nelle situazioni di traffico urbano intenso e rallentato. Altre sorgenti sono la combustione in impianti di riscaldamento alimentati con combustibili solidi, liquidi e gassosi ed i processi industriali come la produzione dell’acciaio, della ghisa e la raffinazione del petrolio. Il monossido di carbonio, sostituendosi all’ossigeno nei processi della respirazione, può provocare insufficienza respiratoria. I soggetti più a rischio sono i bambini perché il CO tende a depositarsi a livello del terreno.
mutageni Sostanze che provocano mutazioni.
mutagenicità Capacità di un agente fisico, chimico o biologico di causare delle mutazioni nel genotipo di una cellula come conseguenza di alterazioni o perdite di geni o cromosomi.
mutazione Modificazione del materiale genetico.
N
nebbia Massa di minutissime goccioline d’acqua che si formano per condensazione del vapor acqueo negli strati dell’atmosfera prossimi al suolo.
neoplasia Anormale e recente formazione di tessuto come un tumore o una crescita per proliferazione cellulare che procede più velocemente del normale e continua dopo che lo stimolo iniziale è cessato.
O
oncogeno Sostanza che provoca la formazione di tumori.
ossidi di azoto Gli ossidi di azoto (NOx) si formano principalmente dai processi di combustione che avvengono ad alta temperatura. Le principali sorgenti di ossidi d’azoto (NOx, NO2) sono gli impianti di riscaldamento civile e industriale, il traffico autoveicolare, le centrali di produzione di energia ed un ampio raggio di processi industriali (produzione di vetro, calce, cemento, ecc.). Gli ossidi di azoto contribuiscono allo smog fotochimico (sono composti che causano la formazione di inquinanti secondari come ozono e particolato fine secondario) e alle piogge acide. Per quanto riguarda l’ammoniaca (NH3) le emissioni derivano essenzialmente dalle attività agricole, dallo smaltimento dei rifiuti e dai processi industriali. Si registra una diminuzione delle emissioni nei processi produttivi, contrapposta da un notevole incremento nel settore trasporti.
ossidi di zolfo Le principali sorgenti di biossido di zolfo (SOx) sono gli impianti di produzione di energia, gli impianti termici di riscaldamento, alcuni processi industriali e, in minor misura, il traffico veicolare, con particolare riferimento ai motori diesel. C’è anche una fonte naturale di emissione: i vulcani. Gli SOx possono essere considerati uno dei principali agenti del processo di acidificazione dell’atmosfera, con effetti negativi sia sull’ecosistema sia sui monumenti e i manufatti. Il fenomeno delle piogge acide causa infatti danni ingenti a tutti i monumenti realizzati con la pietra calcarea. In generale negli ultimi anni, in seguito agli interventi operati sulla qualità dei combustibili, l’emissione di questi composti è stata notevolmente ridotta.
ozono L’ozono è di origine sia antropica che naturale. È un inquinante secondario, cioè non viene emesso direttamente da una o più sorgenti, ma si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV), prodotti in larga parte dai motori a combustione e dall’uso di solventi organici. Il complesso dei fenomeni che porta a elevate concentrazioni di ozono viene denominato “smog fotochimico”. In particolari condizioni meteorologiche e di emissione si formano inquinanti fotochimici che possono essere trasportati a distanze di centinaia o migliaia di chilometri.
P
parametro Grandezza misurabile rappresentante le maggiori caratteristiche di un gruppo statistico.
particolato Termine generale che indica le sostanze presenti in aria sottoforma di particelle solide o liquide.
permessi di emissione Autorizzazioni che attribuiscono un diritto di emissione ai loro possessori. Le Autorità emettono i permessi sulla base del livello complessivo prestabilito di emissioni. Il proprietario dei permessi può venderli o utilizzarli emettendo una quantità di emissioni corrispondente a quella da essi consentita.
pH Una scala che indica quanto acida o basica è una sostanza. L’acqua pura ha un pH pari a 7.0 e non è né acida né basica.
piogge acide Indica il processo di ricaduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni acide. Sono causate essenzialmente dagli ossidi di zolfo (SOx) e, in parte minore, dagli ossidi di azoto (NOx), presenti in atmosfera sia per cause naturali che per effetto delle attività umane. Se questa deposizione acida avviene sottoforma di precipitazioni (piogge, neve, nebbie,…) si parla di deposizione umida, in caso contrario il fenomeno consiste in una deposizione secca.
PM10 Si indica una frazione delle polveri sottili. Più esattamente si tratta di quelle particelle di diametro compreso tra 2,5 e 10 micrometri (un micrometro è 1000 volte più piccolo di un millimetro). Le polveri sottili hanno poi due ulteriori suddivisioni: fini (tra 0,1 e 2,5 micron) e ultrafini (inferiori a 0,1 micron). Queste polveri sono uno dei tanti componenti presenti nei gas emessi dalla combustione dei prodotti derivati dal petrolio e dal carbone. La loro pericolosità, testimoniata da numerosi studi epidemiologici internazionali, deriva proprio dalla dimensione minuta. Particelle così piccole sono capaci di entrare nell’apparato respiratorio, neutralizzando tutte le difese e i tentativi del corpo umano di farle uscire. Una volta entrate nei polmoni possono quindi arrivare, e stazionare a tempo indeterminato, fino al livello degli alveoli polmonari, dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. In questa posizione possono provocare il cancro. Per ricondurre la concentrazione delle polveri nell’aria ai valori di legge, si è dovuti ricorrere anche al blocco della circolazione e alle targhe alterne, per limitare almeno una delle fonti di PM10: il traffico veicolare. Il periodo dell’anno compreso tra ottobre e marzo è quello più critico: traffico, riscaldamento domestico e processi industriali sono le tre cause principali dello smog. Quando le condizioni atmosferiche di alta pressione in periodi invernali non consentono un ricambio dell’aria nei centri urbani, si tende ad intervenire con misure di emergenza, che si rivelano purtroppo spesso inefficaci.
polvere La polvere propriamente detta è un particolato solido di forma irregolare, con dimensioni maggiori di 1 µm sospeso in aria o in altri gas, prodotto da processi naturali o artificiali di abrasione e dispersione.
polveri totali sospese (PTS) Insieme molto eterogeneo di particelle solide e liquide che, per le loro dimensioni estremamente ridotte, restano in sospensione nell’aria.
popolazione Gruppo di individui della stessa specie che vivono in una determinata area.
popolazione a rischio L’insieme delle persone che potrebbe subire un danno alla salute e che è potenzialmente esposta al fattore di rischio preso in esame.
Q
qualità dell’aria Nel senso più comune del termine rappresenta la concentrazione nell'aria di uno o più inquinanti.
R
radiazione Energia emessa in forma di radiazioni elettromagnetiche. La radiazione ha caratteristiche diverse sulla base della lunghezza d’onda. Dato che la radiazione solare è relativamente energetica, ha una lunghezza d’onda corta (ultravioletto, visibile e parte dell’infrarosso) mentre l’energia irradiata dalla superficie terrestre e dall’atmosfera ha una lunghezza d’onda più lunga (radiazione infrarossa) perché la Terra è più fredda del Sole.
radioattività Disintegrazione spontanea o provocata di un nucleo di un atomo accompagnata dall'emissione di particelle subatomiche e di radiazioni elettromagnetiche.
RASS (Radio Acoustic Sounding System) E’ costituito da un radar doppler, un generatore acustico e dall’elettronica di acquisizione. La telemisura avviene facendo emettere verso l’alto un breve impulso dal generatore acustico ed analizzando il radioeco relativo che viene captato dall’antenna ricevente del radar doppler. E’ un elemento fondamentale per prevedere le condizioni di inquinamento atmosferico, l’evoluzione delle nebbie e studiare gli scambi all’interfaccia suolo-aria.
rilevamento della emissione Insieme delle operazioni necessarie per la misura dei parametri di emissione (e della composizione quantitativa e qualitativa della emissione).
rischio Possibilità che un evento pericoloso (morte, lesione o danno) dovuto all’esposizione ad un agente chimico o fisico si manifesti in seguito a specifiche condizioni.
S
salute Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (e non la sola assenza di malattia e di infermità).
scarico Emissione fisica di inquinanti attraverso un sistema definito, ad es. un camino o una condotta.
smog (termine derivato dall'unione di smoke=fumo e fog=nebbia) Nebbia mista a fumo che ristagna sulle grandi città. Lo smog propriamente detto è lo Smog Invernale causato da elevate concentrazioni di particolato e anidride solforosa, in presenza di alta umidità (>80%) e temperature da -3° a 5°C.
smog fotochimico E’ un particolare inquinamento dell’aria che si produce nelle giornate caratterizzate da condizioni meteorologiche di stabilità e di forte insolazione. Gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), emessi nell’atmosfera da molti processi naturali ed antropogenici, vanno incontro ad un complesso sistema di reazioni fitochimiche indotte dalla luce ultravioletta presente nei raggi del sole; il tutto porta alla formazione di ozono (O3), perossiacetil nitrato (PAN), perossibenzoil nitrato (PBN), aldeidi e centinaia di altre sostanze. Tali inquinamenti secondari indicati con il nome di smog fotochimica sono generati da reazioni chimiche catalizzate dalla luce e costituiscono la componente principale dello smog che affligge molte città ed aree industrializzate.
SODAR (SOund Detection And Raging) E’ costituito da 3 antenne acustiche e dall’elettronica di acquisizione. La telemisura viene effettuata facendo emettere simultaneamente alle 3 antenne acustiche un breve impulso acustico di frequenza diversa per ciascuna antenna ed analizzando l’eco retrodiffuso dall’atmosfera. E’ un elemento fondamentale per prevedere la dispersione degli inquinanti e permette la previsione meteorologica mediante modelli matematici.
sorgente (inquinante) Fonte da cui ha origine l'emissione delle sostanza inquinante. Può essere naturale (acque, suolo, foreste) o antropica (infrastrutture e servizi). A seconda della quantità di inquinante emessa e delle modalità di emissione una sorgente può essere puntuale, areale, lineare. È puntuale quando è possibile individuare e caratterizzare singolarmente le fonti di emissione e localizzarle sul territorio, come nel caso di stabilimenti industriali e grandi impianti di riscaldamento. È areale quando le sorgenti di emissione non possono essere individuate singolarmente a causa della loro ampia distribuzione sul territorio, come nel caso delle emissioni derivanti dall'uso di impianti domestici. È lineare quando le emissioni vengono rilasciate in maniera continua e non in un unico punto, come nel caso di strade, autostrade, ferrovie.
T
telerilevamento Insieme di tecniche, strumenti e mezzi interpretativi che permettono di estendere e migliorare le capacità percettive dell'occhio umano, fornendo informazioni qualitative e quantitative su oggetti posti a distanza dal luogo d'osservazione. Le moderne tecniche di telerilevamento hanno ampliato il campo di indagine ben oltre alle informazioni legate allo spettro elettromagnetico comprendendo misure di campi di forze (gravitazionali, magnetico , elettrico) e utilizzando una grande quantità di strumenti (sistemi laser, ricevitori a radio frequenza, sistemi radar, sonar, dispositivi termici, sismografi, magnetometri, gravimetri, scintillatori).
temperatura Misura della velocità media del movimento degli atomi o delle molecole in una sostanza o più in un determinato momento; rappresenta in pratica un indice dello stato termico dei corpi, che ne descrive l'attitudine a cedere o assorbire calore.
tossicità Capacità di una sostanza di provocare effetti dannosi sugli organismi viventi quando supera un certo livello di concentrazione. E' strettamente legata alla sua possibilità di assorbimento, trasporto, metabolismo ed escrezione nell’organismo vivente. Si parla di tossicità acuta quando la dose è elevata e l’effetto si manifesta in tempi brevi (minuti, ore o giorni). La tossicità cronica è causata da una esposizione a piccole dosi prolungata nel tempo. La dose tossica, in questo caso, viene raggiunta perché la sostanza si accumula nell’organismo.
tossico In grado di causare un danno agli organismi viventi come risultato di una interazione fisico-chimica.
tumore Massa che deriva dalla crescita incontrollata e non finalizzata di un gruppo di cellule più o meno organizzate in una struttura. Il tumore benigno si accresce per espansione e non per infiltrazione; il tumore maligno invade i tessuti circostanti e può produrre metastasi a distanza.
U
UV Radiazione ultravioletta, è una porzione dello spettro elettromagnetico caratterizzato da delle lunghezze d’onda più corte di quelle della luce visibile. Il sole produce gli UV, che sono comunemente suddivisi in tre bande: UVA, UVB e UVC. Gli UVA non vengono assorbiti dall’ozono. Gli UVB sono per la maggior parte assorbiti, anche se alcuni raggiungono la superficie terrestre. Gli UVC vengono completamente assorbiti dall’ozono e dal comune ossigeno.
UVA La banda della radiazione ultravioletta con lunghezze d’onda fra i 320 e i 400 nanometri. Gli UVA non sono assorbiti dall’ozono. Questa banda dello spettro ha delle lunghezze d’onda appena un po’ più corte di quelle della luce visibile violetta.
UVB La banda della radiazione ultravioletta con lunghezze d’onda fra i 280 e i 320 nanometri. L’UVB è un tipo di luce ultravioletta che proviene dal sole (e dalle lampade solari) che ha diversi effetti pericolosi (in modo particolare nei confronti del DNA). Sono causa sia del melanoma che di altri tipi di cancro della pelle. Sono anche stati relazionati al danneggiamento di alcuni materiali, di coltivazioni e di organismi marini. La fascia di ozono protegge la terra contro la maggior parte degli UVB provenienti dal sole. E’ sempre importante proteggersi contro gli UVB, anche a prescindere dalla riduzione della fascia di ozono portando cappelli, occhiali da sole e utilizzando creme solari. In ogni modo, tutte queste precauzioni diventeranno sempre più indispensabili con l’aumentare della riduzione della fascia di ozono.
UVC La banda della radiazione ultravioletta con lunghezze d’onda più corte di 280 nanometri. Gli UVC sono estremamente pericolosi, ma vengono completamente assorbiti dall’ozono e dal comune ossigeno.
V
validazione dei dati istantanei o elementari Processo “decisionale” che porta a stabilire l’attendibilità di un dato, e a renderlo quindi indisponibile per le elaborazioni successive nel caso di non attendibilità.
valore Espressione quantitativa di una particolare grandezza, solitamente espressa da un numero seguito dall'unità di misura.
valori anomali Risultati devianti in modo significativo dagli altri in una serie di misure (di solito una serie di dati di monitoraggio) e che non possono essere attribuiti all'attività di una struttura o di un processo.
valori guida di qualità dell'aria Limiti delle concentrazioni e limiti di esposizione relativi ad inquinamenti nell'ambiente esterno destinati: a) alla prevenzione a lungo termine in materia di salute e protezione dell'ambiente; b) a costituire parametri di riferimento per l'istituzione di zone specifiche di protezione ambientale per le quali è necessaria una particolare tutela della qualità dell'aria.
valori limite di emissione La concentrazione e/o la massa di sostanze inquinanti nella emissione degli impianti, in un dato intervallo di tempo, che non devono essere superate.
valore limite di immissione rumore: è il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità del ricettore. I valori limite di immissione sono distinti in: a) valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale; b) valori limite differenziali, determinati con riferimento alla differenza tra i livello equivalente di rumore ambientale e quello di rumore residuo.
valore di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente.
valori di qualità: i valori di rumore da conseguire per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge quadro sull'inquinamento acustico.
valori limite di qualità dell'aria Limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e limiti massimi di esposizione relativi ad inquinanti nell'ambiente esterno.
valutazione del rischio Identificazione e quantificazione del rischio risultante dall’uso specifico o dal palesarsi di un agente chimico o fisico. Questa valutazione prende in considerazione i possibili effetti nocivi sia ai danni dei singoli individui che delle comunità nell’ambito dell’ammontare e nelle modalità in cui l’agente si manifesta e prendendo in esame tutte le possibili vie di esposizione. Idealmente la quantificazione richiede la determinazione di una relazione dose-effetto e dose-risposta negli individui e nelle popolazioni prese in esame.
vento Movimento dell’aria rispetto alla superficie terrestre, con prevalente componente orizzontale, causato da differenze di pressione.
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